Li Ucci Orkestra – Concerto Alla Rimesa (Kurumuny, 2018)

Attraversando le vie del centro cittadino di Cutrofiano (Le), paese nel cuore della Grecìa Salentina, sembra ancora di sentire risuonare nelle corti e nelle case le straordinarie voci di Uccio Aloisi, Uccio Bandello e Narduccio Vergaro, meglio noti come Li Ucci, che intonano pizziche, stornelli e canti d’amore. Alla loro memoria è dedicato Li Ucci Festival che, quest’anno giunge alla sua ottava edizione proponendo un ricco cartellone di concerti, stages ed incontri di approfondimento. In seno a questa bella rassegna che pian piano sta raccogliendo apprezzamenti e consensi, nel 2013 ha preso vita Li Ucci Orkestra, large ensemble composto venti strumentisti, in larga parte under 35, di diversa estrazione e formazione musicale: Antonio Murciano (batteria), Alberto De Monte (basso elettrico), Alessandro Chiga (percussioni), Andrea Stefanizzi (tamburi a cornice e voce), Alessio Giannotta (tamburello e ukulele), Marco Garrapa (tamburello), Francesco De Donatis (tamburello e voce), Antonio Melegari (tamburello e voce), Stefano Calò (chitarra classica), Agostino Cesari (chitarra acustica), Giacomo Casciaro (mandola e armonica a bocca), Luigi Marra (violino e voce), Vittorio Chittano (fisarmonica), Andrea Doremi (trombone), Alessandro Dell'Anna (tromba), Valerio Barone (tromba), Antonio Stefanizzi (sax), Stefano Blanco (flauto traverso), Gigi Russo (piano e sequenze), Max Però (organetto). Obiettivo di questa formazione e più in generale del festival stesso è essenzialmente quello di riscoprire e valorizzare il ricco corpus di stornelli, pizziche, canti d’amore di lavoro che componevano il repertorio de Li Ucci, riproponendolo attraverso nuovi arrangiamenti nei quali si intreccia un rigoroso lavoro sulle radici della musica di tradizione orale e il background dei singoli musicisti in ambito folk, jazz e bandistico. A cristallizzare questa fortunata esperienza artistica è il disco dal vivo “Concerto alla Rimesa”, pubblicato da Kurumuny con il sostegno di Puglia Sounds e nel quale è raccolta una selezione dei brani proposti durante il concerto tenuto il 16 settembre 2017 nella storica Piazza Municipio di Cutrofiano, con la partecipazione delle voci di Lina Bandello, Alessandro Botrugno, Le Sorelle Gaballo, Uccio Casarano, Antonio Castrignanò, Totò Cavalera, Emanuela Gabrieli, Mino Giagnotti, Mariangela Ingrosso, Giuseppe Lisi, Gigi Marra, Giuseppe Lisi, Marina Leuzzi, Cristoforo Micheli, Gino Nuzzo, Giovanni Palma, Carla Petrachi, Enzo Petrachi e Michela Sicuro. Composto da otto brani, più una ghost track, il disco ci offre una bella istantanea dei live act dell’orchestra catturando in modo impeccabile l’energia e l’intensità degli arrangiamenti, tutti giocati sull’incontro tra strumenti tradizionali come corde, tamburi a cornice e violino e gli ottoni delle bande da giro. Il risultato è un piccolo concentrato di tradizione salentina proiettata verso il futuro delle musiche attuali tra ammiccamenti allo ska e al reggae, echi di folk-rock e divagazioni nella musica balkan. Ad aprire il disco è la bella resa di “E io la voglio sì” con le voci di Antonio Melegari, Gino Nuzzo, Michela Sicuro e Alessandro Botrugno, sostenute dai fiati e dai tamburi a cornice. Se gli “Stornelli” dal repertorio di Uccio Aloisi, spiccano per la trascinante tessitura ritmica che accompagna le voci di Gino Nuzzo, Totò Cavalera, Giovanni Palma e Andrea Stefanizzi, la successiva “Pizzica Di Aradeo”, interpretata da Luigi Marra accompagnato ai controcanti da Michela Sicuro, Lina Bandello e Cristoforo Micheli, ci regala una inedita riscrittura del refrain strumentale guidato dalla sezione di fiati dell’Orkestra. La versione per pianoforte e violino del canto di carcere “La Cesarina”, con le voci di Giovanni Palma, Andrea Stefanizzi e Antonio Melegari, ci introduce alla ballata narrativa “Le Tre Sorelle” in una brillante versione dal tratto balkan che incornicia l’ottima prova vocale di Antonio Castrignanò. La pizzica pizzica ritorna con l’inedito “To Fengo”, firmato da Max Però, che ci conduce verso il finale con il canto di carceri “Su rrivatu a San Franciscu” cantata da Mino Giagnotti e Giacomo Casciaro a cui segue la ghost track “Moretto”, ultimo regalo di un disco dal sound accattivante e certamente piacevolissimo. 


Salvatore Esposito
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