Domus de Janas – L'Illusione d'Esser Salvi (Autoprodotto, 2017)

Il progetto Domus de Janas nasce a Verona nel 2002 come duo di impostazione cantautorale per evolversi qualche anno dopo in una band dalla line-up via via sempre più nutrita ed attualmente composta da Genni Ferro (voce), Martino Guglielmi (basso), Marco Patteri (chitarra e mandolino), Luca Bassotto (chitarra), Alessandro Alberti (chitarra, fiati, fisarmonica, voce e percussioni), Diego Soffiati (percussioni) e Simone Pozzato (percussioni). Muovendosi attraverso i tortuosi sentieri del combat folk e per capirci quelli che partono da Modena City Ramblers e Gang passano dalla Bandabardò e arrivano alle tante band spuntate negli anni, il gruppo veronese ha fatto della militanza e dell’impegno la sua linea guida cantando di giustizia sociale, uguaglianza, diritti civili e sostenibilità ambientale, non senza aggiungere una buona dose di originalità nel mescolare folk, ska, tradizione musicale italiana e world music. Il loro ultimo album mette in fila undici brani che affondano le proprie radici nelle sonorità del mediterraneo e nei quali spiccano storie che raccontano del dramma dei migranti che lasciano la propria terra dilaniata dalla guerra alla ricerca di un futuro migliore (“Mare Nostro”, “Un solo mattone”), delle continue violenze a cui sottoponiamo la natura che ci circonda (“È il mondo che si logora”, “Spegnila!”), delle ferite della guerra (“Polvere e Pallottole”) e dei pregiudizi che nascono dalla disinformazione (“Merda e Zucchero”). Il vertice del disco arriva con la riflessiva “La nostra colpa” nella quale è racchiusa una riflessione su quello che è diventato l’uomo moderno e l’anthem “Senza Più Respiro”, un piccolo saggio di impegno sociale, un vero e proprio manifesto programmatico che promette di essere tra i brani più intensi dal vivo. Senza avere la pretesa di riscrivere le regole del combat-folk, i Domus De Janas hanno realizzato un disco godibile e ricco di contenuti non banali che ci sentiamo di consigliare agli appassionati del genere. 


Salvatore Esposito
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