Numero 349 del 15 Marzo 2017

Il palinsesto di Blogfoolk #349 si apre con le ardite sperimentazioni di “Sento Doppio”, un disco nato dalla collaborazione tra il cantante John De Leo e il pianista Fabrizio Puglisi. Nell’intervista, l’ex frontman dei Quintorigo presenta il nuovo progetto, senza tralasciare i passaggi cruciali del suo percorso artistico. Il nostro viaggio in Italia continua con l’intervento di Paolo Mercurio, incentrato sulla figura Mario Mureddu, ingegnere appassionato di polivocalità sarda e ‘vohe’ del Cuncordu di Fonni Sos Battor Moros. Focus, poi, su “Aquai”, il nuovo album dal profilo mediterraneo dei Domo Emigrantes, band salita agli onori della cronaca nell’edizione 2016 del Premio Andrea Parodi. Invece, “Ama Chi Ti Ama” è un lavoro attraverso il quale l’etichetta Ala Bianca e l’Istituto Ernesto de Martino hanno voluto celebrare la figura della donna nella canzone popolare italiana, unendo la pubblicazione di un doppio CD antologico, tratti dallo storico catalogo dei Dischi del Sole, alla realizzazione di un concorso per giovani fumettisti, illustratori e vignettisti. Dalla Turchia arriva il nostro disco consigliato della settimana: si tratta di “Öte”, frutto della collaborazione tra gli i virtuosi dei liuti a manico lungo Ali Fuat Aydin e Cenk Güray, i quali omaggiano il lascito del compositore tardo-ottomano Tanbûrî Cemil Bey. Ancora, cordofoni al centro dell’attenzione con “Cavaquinho Cantado”, firmato dal portoghese di Braga Daniel Pereira Cristo, maestro del piccolo cordofono lusitano. Per l’ultima tappa world, ci spostiamo in Corea per “Communion” della polistrumentista Park Jiha, un’opera collocata tra minimalismo, avanguardia e timbri della tradizione coreana. Questa volta il consueto sguardo sulla canzone d’autore presenta il contest “Non è mica da questi particolari che si giudica un cantautore”, in scena a Na Cosetta a Roma, fino a maggio 2018. Completano questo succulento numero di Blogfoolk la recensione di “Landfall”, incontro tra Laurie Anderson e Kronos Quartet e l’istantanea di Corzani Airlines, che incornicia la rock band di Tel Aviv Boom Pam.
Se n'è andato un gigante della musica irlandese e un maestro indiscusso delle uilleann pipes, Liam O’Flynn, appena scomparso all’età di 72 anni, dopo una lunga malattia. Nativo della contea di Kildare, O’Flynn ha avuto come maestro Leo Rowsome ed è stato influenzato dal piping di Willie Clancy e Séamus Ennis. Co-fondatore dei Planxty, ha suonato con il gruppo seminale del folk revival irlandese in tutti i loro dischi. Virtuoso dello strumento, pienamente nel dettato della tradizione, è stato anche un musicista innovativo, solista delle pipes nelle composizioni orchestrali di Shaun Davey (“The Brendan Voyage”, “Granuaile”, “The Relief of Derry Symphony” e “The Pilgrim”). Tra le sue numerose collaborazioni segnaliamo quelle con Elmer Bernstein, John Cage, Mark Knoplfer, Mike Oldfield, Enya,  Kate Bush e Sinéad O’Connor. Ancora, lo ricordiamo, dal vivo e su disco (“The Poet & The Piper”), accanto al Premio Nobel per la Letteratura Séamus Heaney.

Ciro De Rosa
Direttore Responsabile di www.blogfoolk.com


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L'immagine di copertina è un'opera di Donatello Pisanello (per gentile concessione)

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