Numero 342 del 25 Gennaio 2018

Ad aprire Blogfoolk # 342 è il cantautore catalano Joan Isaac, esponente di primo piano della novissima cançó, sbocciata in Spagna dopo la caduta del regime franchista, e portavoce della canzone d'autore italiana in terra iberica. Lo ha intervistato per noi Sandrino Marenco di RadioGold in occasione del suo tour italiano dello scorso dicembre. Vi presentiamo poi, in anteprima, il film e la relativa colonna sonora di “The Ballad of Shirley Collins” per la regia di Rob Curry e Tim Plester, nel quale emerge uno splendido ritratto di una delle sublimi voci del folk revival inglese. La pagina dei suoni di mondo presenta alcune succulente novità attestate nella Transglobal World Music Chart di gennaio. Ci spostiamo sulle alture del Golan, area strappata alla Siria da Israele nella guerra del 1967 e sotto amministrazione dello stato ebraico, per raccontarvi  uno dei dischi del momento: “Laissez Passer” dei TootArd, la Arab rock band di nazionalità “indefinita”, guidata dai fratelli Hasan e Rami Nakhleh. Tocca poi a “Creology” di Carmen Souza, portoghese-capoverdiana, un mix di riuscite ambientazioni sonore transatlantiche. Ultima tappa negli States, per il disco omonimo della cantautrice del Kentucky Joan Shelley, prodotto da Jeff Tweedy dei Wilco. Nella rubrica Memoria, Paolo Mercurio ci offre una retrospettiva su Felix Karlinger, filologo umanista, studioso della musica e della letteratura popolare sarda. Dal nostro scaffale abbiamo prelevato i il volume “Quando Suonavano Strade e Piazze. Bande, orchestrine, e suonatori gardonesi nella prima metà del Novecento”, esito della ventennale ricerca di Franco Ghigini, edito dalla Comunità Montana di Valle Trompia. Completano il numero la recensione di “Urban And Tribal Portraits" di Roberto Musci e Giovanni Venosta e Corzani Airlines, che ritrae il sassofonista e compositore Eugenio Colombo
Infine, il nostro tributo a un gigante della musica mondiale, il trombettista sudafricano Ramapolo Hugh Masekela, che se n’è andato all’età di 78. Una leggenda del jazz, autore di “Grazing in the Grass” , “Soweto Blues” e di tante altre composizioni epocali, un artista che con la sua musica e la sua vita ha contribuito all’affrancamento del suo Paese dal regime segregazionista. Vi invitiamo ad ascoltare a fondo Hugh Masekela, di conoscere la sua biografia, per comprendere il suo essere stato pienamente jazzista: un pioniere del jazz sudafricano, capace di leggere la realtà sonora del suo Paese e di interpretarla, dalla musica delle township fino al rapporto con le nuove generazioni di musicisti sudafricani, di fare i conti con le contraddizioni sociali dell’America e di guardare ai suoni di altre parti dell’Africa, incrociando i suoi strumenti con tanti artisti del continente nel corso della sua strabiliante carriera.

Ciro De Rosa
Direttore Responsabile di www.blogfoolk.com


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L'immagine di copertina è un'opera di Donatello Pisanello (per gentile concessione)

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