Numero 303 del 20 Aprile 2017

In apertura del nuovo “Blogfoolk”, partiamo dall’Estremo Oriente: protagonisti di un acclamato showcase a Babel Med, non potevano lasciarci sfuggire i sud-coreani Black String, straordinario quartetto che fa convivere suoni avant-garde, improvvisazione e distorsioni elettroniche con le timbriche degli strumenti tradizionali come il geomungo, i flauti daegeum e i tamburi janggu. Abbiamo intervistato la leader Yoon Jeng Heo per ripercorrere la storia del gruppo e soffermarci sul loro ultimo lavoro “Mask Dance”, nostro disco consigliato della settimana. Un’altra storia di ricerca sonora contraddistingue fratelli i tunisini Amine & Hamza Mraihi i quali, con la cosmopolita The Band Beyon Borders e un parterre di eccellenti ospiti, sono autori di “Fertile Paradoxes". Dagli Stati Uniti, invece, ecco il roots sound di "Brand New Day" dei Mavericks. Lo sguardo in casa nostra mette in primo piano "'O Figlio D''o Vient" del cantautore campano Francesco Di Vicino, poi vi conduce a Torino per il doppio concerto andato in scena lo scorso 13 aprile al Folk Club, che ha visto sul palco due eccellenti chitarristi come Sergio Arturo Calonego ed Enrico Negro. Continuiamo a parlare di sei corde nella terza ed ultima parte dello speciale “Storia della chitarra acustica”, mentre sul versante jazz presentiamo "Kon-Tiki" del contrabbassista e compositore Francesco Ponticelli. Ancora all’insegna della trasversalità sonora è l’ultima recensione del numero 303, dedicata  alla riedizione di "Instrumentals" di Arthur Russell. Per chiudere in bellezza c’è lo scatto di Corzani Airlines, che immortala un altro artista dalla personalità artistica frastagliata: l’argentino Daniel Melingo. Da ultimo, vi annunciamo con grande piacere che dal 4 al 6 agosto si terrà la seconda edizione del Festival delle Ciaramelle di Amatrice, alla cui realizzazione Blogfoolk collabora fattivamente con l'associazione For.Mu.S.. Sarà una preziosa occasione per ribadire l'esigenza di far conoscere la cultura amatriciana di tradizione orale, perché siamo convinti che, per far risorgere Amatrice, è fondamentale mantenere viva la sua cultura. La distruzione delle strutture materiali infatti porta con sé il rischio di spazzare via anche la cultura stessa delle persone, della quale fanno parte integrante le tradizioni musicali. In questo senso si inserisce la scelta, anche simbolica, di tenere il concerto finale sui monti della Laga in località Sacro Cuore,  tutto ciò ci permetterà di distaccarci e guardare dall’alto le macerie degli edifici della conca amatriciana. È con queste convinzioni che riproponiamo questo Festival con la stessa formula della prima edizione.

Ciro De Rosa
Direttore Responsabile di www.blogfoolk.com


COVER STORY
WORLD MUSIC
VIAGGIO IN ITALIA
I LUOGHI DELLA MUSICA
STRINGS
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CONTEMPORANEA
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L'immagine di copertina è un'opera di Donatello Pisanello (per gentile concessione)

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