martedì 6 settembre 2016

Numero 271 del 7 Settembre 2016

Se n’è andato Carlo D’Angiò, fondatore della NCCP con gli altri giovani cresciuti al magistero – non accademico ma scaturito dalla profonda conoscenza della musica e dagli insegnamenti della cultura orale – di Roberto De Simone.  Figura importante nella storia del folk-revival italiano, voce non educata, appassionata, aspra e vigorosa, D’Angiò è stato poi protagonista con Eugenio Bennato dell’avvincente avventura di MusicaNova.  Lo ricordiamo nella scrittura e nell’interpretazione di “Siente mo’ che t’aggia di’”, “’A morte ‘e zi’ Frungillo”,  “Ex-Voto”, nella rielaborazione della “Tarantella di Sannicandro”. Tutti conoscono l’anthem di riscatto sudista “Brigante se more” (da molti creduto un tradizionale, in realtà scritto da Carlo con il suo amico Eugenio). Cinque anni fa D’Angiò era ritornato con “Viva il Sud”, un bel doppio disco, paradossalmente il suo primo da solista, che accoglieva undici brani nuovi di zecca e la versione live di dodici classici che in tanti abbiamo ascoltato, assimilato, cantato. Lo scorso giugno, a Napoli, lo avevamo visto sul palco accanto agli Almagretta per la presentazione del loro “Ennenne”.  La sua è una lezione intramontabile di folk progressivo. Intanto che inizia a prendere forma il "Festival delle Ciaramelle" per Amatrice, che si svolgerà a Perugia nelle prime settimane di ottobre, accogliamo il mese di settembre con il nostro disco del mese. Parliamo di “Ballate D’Argilla” del chitarrista di Pisticci (MT) Giuseppe D’Avenia. Un’opera sorprendente, che si snoda tra idiomi tradizionali lucani e influenze del chitarrismo anglo-celtico. Un'antologia di storie locali dal respiro mediterraneo ed europeo, realizzata con la collaborazione di musicisti bravissimi, di area lucana e salentina, nonché con la partecipazione di due illustri ospiti irlandesi. Naturalmente, abbiamo intervistato l'autore per ascoltare il racconto su questo suo nuovo capitolo discografico. Il paesaggio che fa da sfondo al lavoro è quello delle rocce di argilla bianca dei calanchi lucani, di cui in questo numero si palerà ancora. A pieno titolo ritorna anche l'Irlanda con il pregevole disco “Clear Sky” dei Réalta, energico quintetto di Belfast. Altra recente uscita discografica, che si impone per qualità, è quella del quartetto vocal folk hop finlandese Tuuletar, che con “Tules Maas Vedes Taivaal”  è ben attestato sia nella Transglobal World Music Chart che nella 'eurocentrica' World Music Chart. Dalle novità discografiche al contributo retrospettivo di Paolo Mercurio in occasione dei quarant'anni dell’attività artistica dei Tenores Di Neoneli. Per la musica dal vivo, vi offriamo non solo un report sul Festival Itinerante de La Notte della Taranta e sul Concertone di Melpignano, ma anche un focus sui più interessanti concerti andati in scena a fine agosto nella sempre effervescente terra salentina. Ritorniamo in Basilicata, per presentare una riflessione-cronaca di un'artista, la cantante lucana Caterina Pontrandolfo, la quale ci racconta "La luna e i calanchi",  la Festa della Paesologia svoltasi ad Aliano; una manifestazione che cerca la profondità del dialogo e dell'esperienza emozionale di una "comunità provvisoria" opposti al consumo effimero dell'evento festivo. Dallo scaffale di “Blogfoolk” abbiamo prelevato il nuovo numero della rivista “Per Archi”, che offre studi a tutto tondo sugli strumenti ad arco, dalla classica al mondo tradizionale, dalla musica antica al jazz. Chiudiamo questo numero 271 con la recensione dell’opera di teatro canzone “Addio a Ulisse”, firmata da Giovanni Dell’Olivo.

Ciro De Rosa
Direttore Responsabile di www.blogfoolk.com


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L'immagine di copertina è un opera di Donatello Pisanello (per gentile concessione)

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