Il cartellone nu-trad & world del Premio Andrea Parodi 2016 a Cagliari 13-15 Ottobre 2016

La IX edizione della manifestazione dedicata all’artista che dal pop a venature sarde dei Tazenda diede avvio a un individuale percorso di ricerca sul canto e sulle forme tradizionali isolane in rapporto al mondo mediterraneo, conferma la notevole crescita sotto il profilo artistico. Oggi, il Premio Andrea Parodi è una importante finestra sulla world music italiana. Sotto la direzione artistica di Elena Ledda, la tre giorni di “gara – che si svolgerà in prossimità del decennale della scomparsa di Parodi (17 ottobre 2006) – aprirà i battenti il 13 ottobre, per concludersi sabato 15. Nel programma, in via di completamento, ci saranno anche ospiti sardi e internazionali, presentazioni di dischi, incontri e una giornata di studio sul tema delle musiche del mondo. Organizzato dalla Fondazione Andrea Parodi, la rassegna è realizzata grazie al contributo della Regione Sardegna, la Fondazione Banco di Sardegna e il Comune di Cagliari. Numerosi i festival partner come European Jazz Expo, Premio Bianca d’Aponte, Negro Festival e Folkest. Tra i media partner, accanto a Radio Rai Live 7, Radio Popolare e altre testate editoriali italiane e internazionali, ci siamo anche noi di “Blogfoolk”. Scorrendo il palmares del Premio Parodi, troviamo Giuliano Gabriele Ensemble, Flo, Unavantaluna, Elsa Martin, Elva Lutza, Compagnia Triskele e Francesco Sossio. Invece, tra circa sessanta brani iscritti per questa edizione, ed inviati per l’ascolto alla ristretta commissione di musicisti, giornalisti e operatori culturali, sono stati selezionati dieci artisti, che si esibiranno dal vivo per il pubblico cagliaritano, tra il quale vi sarà una giuria tecnica di musicisti e organizzatori di festival e una giuria critica, formata da giornalisti generalisti e specializzati. 
I dieci concorrenti eseguiranno il loro brano in gara, un secondo titolo proprio e rileggeranno una composizione di Andrea Parodi: il tutto per consentire di saggiare la consistenza del progetto presentato. Da notare che nel cammino del Premio Parodi sono oramai centrali artisti che mettono in campo un progetto world radicato, piuttosto che autori che si ritagliano uno spazio a immagine e somiglianza del bando del Parodi. È pure vero che con il proliferare di termini e di definizioni, è difficile delimitare i contorni e i parametri, in positivo e in negativo, del canone world: insomma, mettere i confini a una categoria non categoria, come quella di world music. Ciò detto, al Parodi entra in gioco una pletora di artisti, che rimodellano i patrimoni etnofonici, suonano folk con piglio cantautorale, mettono al centro l’idioma di comunità minoritarie, ancora ci sono quelli che interagiscono con i linguaggi jazz e pop. Andando ad analizzare l’elenco dei dieci finalisti della nona edizione, partiamo dalla flottiglia sarda, presente con Paolo Carrus & Manuela Mameli Quartet, con "Sa stella", cantato in lingua sarda, dove il jazz incrocia la musica della Sardegna, ma soprattutto con la cantautrice algherese Claudia Crabuzza ("L'altra Frida"), che quest’anno si è messa in luce con l’ottimo album d’esordio ”Com un soldat”, in odore di Targhe Tenco categoria dialetto. Spicca naturalmente l’energico Piemonte multiculturale dei Mau Mau, storico gruppo world, che non ha bisogno di presentazioni. 
Luca Morino, Fabio Barovero e Tatè Nsongan proporranno “8000 km”, brano tratto dal disco dedicato alle bellezze e alle cose orribili del Belpaese. Crocevia sonoro è anche “Story of Inconsequence” di Marie Spaemann, aka Mela, cantante e violoncellista austriaca. Nutrito, poi, il contingente folk& trad, a cominciare dai Domo Emigrantes, lodigiani sedotti del Mediterraneo dai colori strumentali folk-jazz (la loro “Leucade” è cantata in salentino). Da seguire, il trio acustico femminile Lamorivostri, formato dalle polistrumentiste Lavinia Mancusi (voce, chitarra, violino, tamburello), interprete dalla voce calda e rotonda, nonché violinista dal fraseggio deciso, Monica Neri (voce, organetto, lira calabrese), studiosa delle musiche del centro sud, Rita Tumminia (voce, organetto, tamburello), grintosa strumentista, che propongono il brano eponimo in calabrese. Calabresi sono i Parafonè, protagonisti con il drive folk-global di “Amistà”, dove il canto in lingua araba si intreccia con il dialetto locale, raccontando il disperato sogno di «libertà, bellezza e dignità, mondo di verità, amore ed amistà». Certamente, da tenere d’occhio il trio napoletano Vesevo, che mette insieme il compositore e violinista Antonio Fraioli, già fondatore degli Spaccanapoli, Francesco Paolo Manna, versatile suonatore di tamburi a cornice di area mediterranea e Antonio Di Ponte, chitarrista e cantante dalla potente vocalità, anima blues e folk. 
In occasione della pubblicazione del loro album d’esordio, in cui è contenuto il pezzo per il Parodi (“O ' Rre Rre”), la stampa britannica (fRoots, Songlines, Guardian) si è prodigata in lodi. Infine, due gruppi dalla Sicilia, i Pupi di Surfaro, con la plurilingue “Li me paroli”, e Il tempo e la voce, vale a dire il duo Giuseppe Di Bella ed Enrico Coppola, di cui è stata selezionata "Meravigliusa-menti", canzone che fa rivivere le liriche della scuola poetica siciliana. È indubbio che tra gli iscritti non manchino altri artisti, che avrebbero ben figurato nella finale: pensiamo a Ciatuzza e a Cordasicula (per restare nell’isola maggiore), e ancora, idealmente, andando da nord a sud, i La Mesquia, Antonio Amato, Giuseppe D'avenia e Nando Brusco, cantastorie calabrese, il cui un brano sull’eccidio di Melissa forse non ha convinto tutta la commissione per il recitativo, che sovrastava il cantato. Tuttavia, in tempi di memoria obnubilata, il suo è un canto degno di trovare spazio. Ad ogni modo, rotta sulla Sardegna, dal 12 al 15 ottobre, per ascoltare dieci ottime proposte, che animeranno un appuntamento davvero rilevante per la musica in Italia. Info: www.fondazioneandreaparodi.it.

Ciro De Rosa
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