mercoledì 15 giugno 2016

Numero 260 del 15 Giugno 2016

Ad accompagnare il lancio di questo numero 260 di “Blogfoolk” c’è il violino fatato di Swarb, che se n’è andato a settantacinque anni d’età la settimana scorsa, il 3 giugno. L’enfisema, il doppio trapianto di polmoni subito dodici anni fa, tre tracheotomie non avevano fermato David Swarbrick, immensa icona folk, che ha calcato il palcoscenico finché ha potuto. Da chitarrista in una ceilidh band negli anni Cinquanta a figura centrale del folk revival britannico, nello Ian Campbell Folk Group, accanto a Martin Carthy in perle discografiche memorabili, con Ewan McColl, e naturalmente, nella stupenda avventura dei Fairport Convention, senza tralasciare il sodalizio con Simon Nicol, i suoi Whippersnapper, l’incontro in Australia con Alistair Hulett. E questa è solo una parte della sua fitta attività artistica. Noi parliamo di folk, Dave è stato uno dei più grandi violinisti della nostra epoca, uno dei musicisti più influenti: è nostro dovere di cronisti e di divulgatori ricordarlo, sollecitando le più giovani generazioni, che ascoltano e suonano folk e trad, a cercare la musica di questo straordinario artista. Farewell, Farewell Swarb. La nuova emissione di “Blofoolk”, che prende il via dalla Puglia con il disco consigliato della settimana “Memorie di Sale” dei Radicanto, di cui ci racconta Giuseppe De Trizio, chitarrista, autore e bandleader del gruppo barese. Dall’altra parte della Penisola, eccoci nel ponente ligure, a Ceriana, per presentare “Tabulae. Canti della Settimana Santa” le magnifiche polifonie della Compagnia Sacco di Ceriana. Poi, attraverso il mare fino in Sardegna con le musiche da ballo di “Brinca” dell’accoppiata Paride Peddio e Jonathan Della Marianna, due giovani virtuosi, rispettivamente all’organetto e alle launeddas e fiati. Di ritorno da Newcastle, Mauro Durante ci racconta “Generations”, progetto europeo ideato da Eliza Carthy che, oltre alla partecipazione del musicista salentino, ha visto sul palco Värttinä, Iva Bittova, Martha Mavroidi e The Wayward Band, ed è andato in scena in anteprima nella città inglese il 4 giugno. “Generations” diventerà presto anche un disco in studio.
Di nuovo in Italia per il quartetto con la passione per la musica portoghese Cantiga Caracol, che ha inciso “Intrecci Iberici”. Invece, in “Talea” il chitarrista e liutaio Giulio Cantore con gli Almadira propone le sue esplorazioni sonore tra Occidente e Africa. Dal nostro scaffale abbiamo selezionato “I Suonatori Della Valle del Savena”, racconto di passaggi generazionali di conoscenze e di pratiche nel canto, nella musica e nel ballo nell’Appennino bolognese, curato da Placida Staro per le edizioni Nota, mentre sul versante jazz diamo spazio a “Love Is A Mystery Of Water And A Star”, il nuovo album per contrabbasso solo di Fred Casadei, rilettura dei cavalli di battaglia di Rosa Balistreri. In chiusura, ritroviamo una vecchia conoscenza di “Blogfoolk”, ovvero Antonio “Rigo” Righetti con il suo nuovo album “Water Hole”. Infine, congratulazioni a Filippo Gambetta che con “Otto baffi” è il miglior album 2015 per la giuria del Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana. Secondo posto per “Bella Ciao”, terzo classificato Giuseppe Spedino Moffa con “Terribilmente demodé”. Premio alla Carriera 2016 Gualtiero Bertelli, mentre il Premio alla Realtà Culturale 2016 è stato assegnato all’Istituto Ernesto De Martino

Ciro De Rosa
Direttore Responsabile di www.blogfoolk.com

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SUONI JAZZ
ITALIAN SOUNDS GOOD


L'immagine di copertina è un opera di Donatello Pisanello (per gentile concessione)

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