Ensemble Oni Wytars – Cantar D’Amore (Deutsche Harmonia Mundi, 2015)

Nato nel 1983 come progetto dedicato alla musica medioevale, l’Ensemble On Wytars ha successivamente esteso la propria ricerca musicale verso le connessioni e le reciproche influenze che hanno caratterizzato l’arte e la musica popolare nei paesi del Mediterraneo dal XIII a XV Secolo. Composto attualmente da Marco Ambrosini (viola a chiave, scacciapensieri, mandolino), Peter Rabanser (canto, chitarra barocca, chalumeau, e cornamusa), Riccardo Delfino (voce e arpa doppia), Michael Posch (flauti dolci) e Katharina Dustman (percussioni), l’ensemble ha spaziato, negl’anni, dallo studio del Trecento Italiano a quello dei canti dei pellegrini, dai manoscritti spagnoli del XIII e XIV Secolo alle melodie dei trovatori, per soffermarsi sulla musica rinascimentale e il primo barocco. In questo contesto si è delineato un approccio sonoro che affonda le sue radici nei ritmi e nelle melode del Mediterraneo, il tutto impreziosito dall’utilizzo di strumenti antichi. A due anni di distanza da “La Follia – Il Trionfo della Follia”, l’Ensemble Oni Wytars torna con un nuovo album “Cantar D’amore”, che rinnova la collaborazione con la cantante italiana Gabriella Aiello, ben nota per la sua consolidata collaborazione con Nando Citarella, e presenta sedici brani tra tradizionali e composizioni rinascimentali che raccontano il tema dell’amore nelle sue diverse declinazioni. Dall’amore degli amanti, a quello non corrisposto, dalla dolcezza di una ninna nanna per un figlio alla passionalità di una tarantella, il disco apre il sipario su un universo musicale ricchissimo e senza tempo, nel quale immergerci e lasciarci trasportare dalla sua poesia. Nell’arco dei suoi sessanta minuti “Cantar D’amore” ci conduce nelle corti europee e nei circoli musicali del Cinquecento dove emersero compositori come Giovan Tommaso di Maio, Bartolomeo Tromboncino, e Sbruffapappa, dalle raccolte di Villanelle di Joannes de Colonia al gesuita tedesco Athanasius Kircher che documentò per la prima volta il fenomeno del Tarantismo, fino a giungere alla tradizione popolare con la musica colta intrecciò un rapporto di reciproca influenza. Durante l’ascolto scopriamo vere e proprie perle come “Calata” di Joan Ambrosio Dalza, “Maronna Nun è Cchiù” di Giovan Tomaso Di Maio, “Questi Capelli d’or” di Giacompo Gorzanis, ma soprattutto “Che Si Può Fare” di Barbara Strozzi, nelle quali la voce intensa ed evocativa di Gabriella Aiello ci svela tutta la potenza poetica ed espressiva della musica cinquecentesca. Sul versante dei brani tradizionali non possiamo non restare incantati di fronte alle splendide versioni della melodia d’amore garganica de “Alla Montanare” o dai ritmi salentini di “Pizzica di San Vito” e “La Rondinella”, ma il vertice del disco arriva con la superba versione di “Antidotum Taranutalae” di Athanasius Kircher che accende i riflettori sulla perizia esecutiva e la magistrale capacità interpretiva dell’Ensemble Oni Wytars. Assolutamente consigliato! 


Salvatore Esposito
Posta un commento