Mauro Di Domenico presenta “Borderline Stories”, Mulino Pacifico, Benevento, 26 Febbraio 2016

Venerdì 26 febbraio presso il Mulino Pacifico a Benevento, si è svolta la presentazione dell'ultimo lavoro di Mauro Di Domenico, il CD con libro “Borderline Stories”, edito nel 2013 da Edel. Davanti ad una folta ed interessata platea il chitarrista napoletano, intervistato dal giornalista musicale Donato Zoppo (Jam, Audioreview, Rockerilla), ha illustrato tra aneddoti, musica dal vivo e video, l’originale CD. Napoletano, figlio del tenore Lello, Mauro Di Domenico è stato allievo di Eduardo Caliendo; si è poi perfezionato sotto la guida di Alirio Diaz, con il quale ha approfondito la conoscenza della musica latinoamericana. A Cordoba, in Andalusia, ha seguito i corsi di chitarra flamenco tenuti da Paco Peña. Alla fine degli anni Settanta del secolo scorso ha iniziato a collaborare con gli Inti Illimani; questo sodalizio lo ha portato in giro per il mondo e dura tuttora. Ha collaborato con Eugenio Bennato, con Massimo Ranieri, del quale è stato arrangiatore curando anche la direzione musicale di molti suoi progetti, con Luis Bacalov, Mauro Pagani, Roberto Vecchioni, Maria Nazionale e tanti altri artisti di caratura internazionale. Ha suonato nelle colonne sonore di Nicola Piovani ed ha realizzato progetti in tributo alle musiche del grande compositore premio Oscar, Ennio Morricone. “Borderline Stories” prende le mosse dalla suggestione di una raccolta di poesie arabe siciliane. In sostanza, il CD racchiude la “lettura” di alcune di queste poesie affidata a interpreti famosi, personalità delle arti e dello spettacolo: il cantante, musicista, attore e produttore britannico Shel Shapiro, l’etnomusicologo e compositore napoletano Roberto De Simone - al quale, come Maestro dei Maestri, “Borderline Stories” è dedicato - , l'attore Enrico Lo Verso, l'attore Murray Abraham, il pittore Pedro Cano, lo scenografo egiziano Nabil Badie. “Mano del destino colpisce e rinsalda”, “L'anima volle tutto in giovinezza”, “Fin quando durerà il mio esilio” scritte nel XII secolo da Ibn Hamdis al-Azdi al-Siqilli, sono soltanto alcune delle poesie scelte da Di Domenico per il CD. La Sicilia, con tre secoli di dominazione araba, ha vissuto un periodo di grande sviluppo scientifico e culturale; alla fine di questo momento, molti lasciarono l'isola: tra questi, matematici e artisti, in particolare i poeti arabi nati in Sicilia, che hanno trascorso il resto della loro esistenza evocando l'isola perduta attraverso lunghi poemi. 
Sono storie di uomini, ognuno con un trascorso di esilio, in bilico tra una terra perduta e una promessa. La colonna sonora che supporta la narrazione dei brani è estremamente particolare, orchestrata con strumenti reali quali tastiere, basso e percussioni, e con strumenti virtuali. Il risultato finale, complesso e coinvolgente, suggestivo, sorprendente e personalissimo, ha richiesto quattro anni di lavoro; l'effetto non è inquadrabile nei canonici schemi musicali e richiama a tratti atmosfere diverse, dal rock sinfonico alla musica mediterranea, da melodie arabe alla new age. La serata si è svolta molto piacevolmente tra i numerosissimi aneddoti di vita musicale, raccontati dal chitarrista durante l'intervista, la proiezione dei video con i “narratori” delle poesie arabe e la strepitosa esecuzione di brani di chitarra dal vivo. La colonna sonora di “Nuovo Cinema Paradiso” di Morricone, i brani di chitarra flamenco “Soleares” e “Recuerdo a Patiño” di Paco De Lucia accanto a “Tu dimmi quando” di Pino Daniele e ad un medley di brani sud americani hanno strappato molti applausi. Nel corso della manifestazione, Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia della compagnia stabile Solot, hanno letto, interpretandoli in modo egregio, alcuni dei testi prescelti da Di Domenico e inseriti nel CD. Dalla serata è emersa fortissima la fascinazione di Di Domenico nei confronti della cultura del mondo arabo, attraverso i racconti delle storie di alcuni personaggi quali Ziryab, oudista nato a Baghdad nell'VIII secolo, che introdusse sullo strumento la quinta corda (da lui detta corda dell'anima). Per la sua bravura scatenò gelosie e invidie e fu costretto a fuggire dalla corte. Dopo un lungo girovagare, approdò in Andalusia dove, sotto il califfato di Abd Al Rahman II, espresse al massimo, non solo in campo musicale, il suo poliedrico talento. Una parte della serata è stata dedicata al racconto dei progetti realizzati in omaggio ad Ennio Morricone. Nel 2009 il premio Oscar ha scritto un pezzo per Di Domenico, “Non telefonare”, che è stato eseguito dal vivo alla chitarra accanto alla colonna sonora de “La leggenda del pianista sull’oceano”. Inserita nella storica rassegna Obiettivo T della compagnia Solot, la serata ha riscosso grande apprezzamento da parte del pubblico, letteralmente incantato dalle affabulazioni multiculturali e dal talento musicale di Mauro Di Domenico. 


Carla Visca