Numero 218 del 29 Agosto 2015

Partiamo dal Sud Italia, perché da qui, malgrado tutte le difficoltà e le questioni sociali irrisolte, provengono segnali di resistenza culturale, laboratori di progettazione, di riflessione sul rapporto tra musica e territori. Pensiamo all’estate musicale pugliese, che offre molto oltre il consumo della ‘taranta’ (termine odioso nell’accezione con cui è ormai usato in Italia): qui ci piace citare il garganico Carpino Folk Festival (di cui ci siamo occupati e di cui siamo stati media partner) o Suoni della Murgia, o in Campania, alla ventennale esperienza creativa dell’Ariano Folk Festival, alla fervente immaginazione caposseliana, che ha dato vita da qualche anno al Calitri SponzFest, di cui ci occuperemo prossimamente – e perché no – a  quella fucina culturale (con tanta musica live) che sta diventando La Luna e i Calanchi ad Aliano, in Lucania, promossa da Franco Arminio. O ancora alla proposta culturale di Paleariza in Calabria, che coniuga qualità ed esplorazione del territorio aspromontano e grecanico. Ma questi sono alcuni dei segnali, alcuni mediaticamente (e finanziariamente) forti, altri purtroppo meno, di un Sud che è ‘sangue vivo’. È indubbio che nel caso salentino, più noto, ci troviamo di fronte a una manifestazione diventata un brand di successo, che ha messo insieme musica ispirata alla tradizione orale locale e promozione turistica, con quell’immancabile gusto per l’esotico al quale non si può sfuggire e che può ben rappresentarsi con la ‘terra del rimorso’. Segno dell’alterità e dell’indicibilità di un passato tragico e di sofferenza, oggi riplasmato, nella cui ‘incomprensione’ si crogiola una frotta eterogenea di frequentatori del Salento del nuovo millennio. Dunque, non potevamo non occuparci de La Notte della Taranta, guardata da differenti punti di angolazione. Naturalmente, non ci fermiamo soltanto al raduno di massa di Melpignano, di matrice sempre più popular e sempre meno popolare, che ha visto quest’anno l’orchestrazione di Phil Manzanera, ma offriamo una panoramica su quello che è stato il Festival nel suo complesso, con i suoi concerti e incroci musicali anche rilevanti. Intervistiamo, poi, l’etnomusicologa Flavia Gervasi, membro del nostro comitato scientifico, la quale ci presenta la sua ricerca in itinere sulle abitudini di ascolto, le motivazioni e i gusti musicali del pubblico del concertone de “La Notte della Taranta”. Nello spirito della nostra proposta editoriale, mirante a far riflettere e far interagire ricerca e divulgazione, “Blogfoolk” sostiene e promuove tale importante studio, sottoponendo all’attenzione dei suoi lettori la compilazione del questionario online disponibile al seguente link: https://cawi.gmcricerche.com/ext/NdT. Ci spostiamo, poi, nell’avellinese per Ariano Folk Festival, la cui ventesima edizione ha avuto la frontiera come filo tematico, ossia quella linea che separa due territori, ma che è pure continuamente attraversata, che certamente Ariano Irpino, per la sua posizione strategica di cerniera tra la Campania e la Puglia, incarna perfettamente. La rubrica Memorie ritorna in Sardegna con Paolo Mercurio, che presenta il saggio “Peppe Cuga e Pietrino Curreli, riflessioni sull’ars poetica in limba”. Restiamo in Sardegna per parlare del magnifico “Novaera” dell’ensemble Cuncordu e Tenore de Orosei, prodotto dalla prestigiosa etichetta francese Buda Musique, che ci sentiamo di consigliarvi insieme al nu-folk britannico di “Conflict Tourism” del duo Gilmore & Roberts. Alla musica tradizionale di tutta Italia guarda l’esordio omonimo de Le Matrioske, mentre espressione dell’arte musicale del mondo mesopotamico, è il lavoro dell’oudista Ahmed Mukhtar, di cui recensiamo “Music From Iraq”, pubblicato da Arc. A chiudere il numero non ci facciamo mancare lo sguardo sulla canzone d’autore italiana con “La La La”, nuovo album di Pietro Sidoti. Prima di lasciarvi alla lettura del numero 218, proprio nell’andare “in stampa” è arrivata la notizia dell’assegnazione del Premio Città di Loano per la Musica Tradizionale italiana a “Maggio”, album di Riccardo Tesi & Banditaliana (disco dell’anno anche per “Blogfoolk”, che ha premiato l’artista toscano all’interno agli stati generali della musica del MEI lo scorso gennaio). Scorrendo i primi dieci nomi, troviamo davvero il meglio di quanto pubblicato lo nel 2014 in Italia, artisti appartenenti a generazioni diverse, segno di una vitalità musicale spesso misconosciuta: dall’Orchestra Bottoni al Duo Bottasso, da Tre Martelli & Gianni Coscia a Lucilla Galeazzi, da Unavantaluna a Renat Sette/Elva Lutza, da Nando Citarella ai Liguriani, da Salvo Ruolo a Roberta Alloisio. Significativi e meritatissimi anche il Premio alla Carriera e il Premio alla Realtà Culturale, assegnati dalla direzione artistica e dall’organizzazione per i loro tragitti culturali, rispettivamente, alla gloria nazionale sarda, che è il maestro delle launeddas Luigi Lai, e agli occitani Lou Dalfin. Ricordiamo che i premi saranno consegnati in occasione del Festival che si svolgerà a Loano (SV) dal 25 al 27 settembre 2015. Ci auspichiamo che nell’esterofilia dilagante di questa provinciale Italia, questo fiore di artisti, votati dall’autorevole giuria di giornalisti e studiosi coinvolta per il Premio, possa avere sempre più spazio in programmazioni festivaliere nostrane, diverse da musica trad e folk, proprio come avviene nelle rassegne estere, a cui spesso si guarda.

Ciro De Rosa
Direttore Responsabile di www.blogfoolk.com

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L'immagine di copertina è un opera di Donatello Pisanello (per gentile concessione)