eMPathia Jazz Duo – eMPathia (MPI Records, 2015)

Segnalatasi tra gli anni Ottanta e Novanta come una delle più apprezzate interpreti italiane, Mafalda Minnozzi vanta un prestigioso percorso artistico, nel quale spiccano la sua partecipazione a diversi programmi per la RAI, nonché una corposa discografia. La vera svolta nella sua carriera arriva, tuttavia, con il suo trasferimento in Brasile, del quale si innamora dopo un viaggio effettuato nel 1996, ed è lì che in breve tempo diventa non solo una delle principali portavoce della musica italiana, ma soprattutto si ritrova a collaborare i più importanti musicisti della scena musica brasiliana e non solo. Negl’ultimi anni la Minnozzi ha proseguito la sua intensa attività live in Italia come all’estero, ed è proprio nel corso del tour per il lancio del DVD “Spritz dal Vivo” che ha preso vita l’idea di dar vita ad un duo con il chitarrista americano Paul Ricci. “Canto da tanti anni, in giro per il mondo, portando con me una valigia piena di tante esperienze, di tanti palchi, di tante emozioni”, scrive la cantante romana nella presentazione, “questa volta con il progetto eMPathia vorrei spaziare verso altri orizzonti, lasciando ancora più libertà al mio suono”. E’ nato così il progetto eMPathia jazz duo, che vede la Minnozzi rileggere alcuni classici della canzone d’autore internazionale, accompagnata alla chitarra elettrica dal musicista statunitense, il quale a riguardo scrive: “Lavoro da diversi anni con Mafalda, pensando a come ridurre il tutto all’essenziale. Attraverso il suono della voce e della chitarra elettrica abbiamo scoperto stavolta il piacere di leggere e interpretare in maniera nuova dei grandi autori”. Il risultato di questa fortunata collaborazione artistica è stato cristallizzato nel disco “eMPathia”, nel quale il duo ha raccolto dieci brani registrati dal vivo presso l’Estúdio Parede-Meia di San Paolo per conservare intatta la carica e le vibrazioni irripetibili del suonare e cantare insieme dal vivo. Sin dal primo ascolto si percepisce chiaramente come nulla sia stato lasciato al caso, con Ricci e la Minnozzi che hanno scelto con cura ogni cosa dal materiale da rileggere, agli strumenti da utilizzare di volta in volta. Spaziando dal jazz allo swing, dal soul alla bossa-nova, il duo ha dato vita ad un repertorio pregevolissimo che affonda le proprie radici nella canzone d’autore italiana come in quella brasiliana arrivando a toccare anche quella francese, ma ad impreziosire il tutto c’è l’originale approccio interpretativo che mescola minimalismo ed eleganza, il tutto condito da uno spirito cool e penetrante. Ad aprire il disco è l’intensa e poetica versione di “Inutil Paisagem” di Antonio Carlos Jobim, che apre la strada ad un gioco continuo di rimandi tra Brasile ed Italia con classici della canzone di casa nostra come le splendide “Come Prima” dal repertorio di Tony Dallara, “Azzurro” di Paolo Conte, ed “Estate” di Bruno Martino che si alternano a perle come “Água de Beber” di Vinicius de Moraes o “È preciso perdoar” di Alcyvando da Luz e Carlos Coqueijo. Non manca anche qualche bella sorpresa come nel caso di “Paroles Paroles” versione in francese di “Parole Parole” di Mina, l’intramontabile “La Vie En Rose” qui proposta in una versione originalissima, e la conclusiva “Nessuno”. Insomma “eMPathia” è un piccolo gioiello tutto da ascoltare per scoprire come l’essenzialità in musica spesso faccia rima con il fascino di una chitarra e la suadente bellezza di una voce. 


Salvatore Esposito