Moussu T e Lei Jovents – Opérette. Chansons marseillaises 1930-1940 (Manivette Records-Chant du Monde/Ducale, 2014)

Era destino che Tatou e i suoi accoliti dall’espressione un po’ canagliesca e dal cipiglio rétro, esplorando gli intrecci della civiltà musicale popolare marsigliese finissero per mettere mani e strumenti (voci, banjo, chitarre, contrabbasso, bassotuba, percussioni e batteria) sul repertorio dell’operetta marsigliese degli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso: tempi in cui la città mediterranea i prosperava per via dei traffici commerciali del suo porto. In un certo senso questo disco è stato anticipato nel 2009 da “Zou, Shake that Thing!”, spettacolo teatrale in collaborazione con Arlee Leonard, che racconta l’incontro tra ritmi sincopati d’oltreoceano e operetta nella Marsiglia degli “Années Folies”, traendo spunto da “Banjo”, il romanzo di Claude McKay ambientato nella città focese di fine anni Venti. Né va dimenticato che il primo album dei Massilia Sound System, di cui Moussu T e Blu fanno parte, si apriva con una cover del classico “Zou! Zou! Zou!, un peu d’aïoli”. Qui, la celebrazione dell’arte marsigliese passa attraverso la rivisitazione da parte del piccolo combo di quel filone poetico-musicale guidato da autori di successo, molti dei quali figli di immigrati italiani. Parliamo del paroliere René Sarvil (il cui vero cognome era Crescenzo), del compositore Vincent Scotto, delle interpretazioni di Henri Alibert (genero di Scotto), figure di primissimo piano nella ribalta nazionale, accanto ad altri grandi figure locali quali Mas-Andrés, Marc-Cab per i testi, e Georges Sellers (celebrata personalità del jazz marsigliese) per le musiche. In “Opérette par Moussu T e lei Jovents” la band ripesca tredici tracce provenienti dal mondo dell’operetta e del varietà, con la chicca “Voli anar monte vas” adattamento in occitano (datato 1925) dell’americana “Then, I’ll be happy”, popolarizzata nell’Esagono da Josephine Baker. «Sono canzoni - spiega Tatou nelle note del booklet - che per noi non rappresentano pezzi da museo ma compagni del nostro quotidiano, ancora efficaci!». Il tratto acustico, l’ironia e la leggerezza espressiva di Tatou e sodali ci restituiscono un prodotto godibilissimo, intriso di aromi jazz, blues e latini, che si fondono con le fragranze marine locali (“J'aime la mer comme une femme”); la mistura di amori, storie di malavita e pescatori, calura e salinità è elogio localistico di schietta prospettiva meridionale (“Entre Marseille et Toulon”). Per fare un confronto o per entrare negli umori musicali originali, è tutto da ascoltare anche il bonus disc, contenente diciotto versioni originali delle canzoni. 


Ciro De Rosa