Ben Slavin - Palepolis (Apogeo Records, 2014)

Ben Slavin è un musicista e cantante di talento, tecnicamente molto preparato e dotato di una solida base formativa che gli ha consentito di padroneggiare un vocabolario ricco di sfumature vocali e strumentali. Laureatosi in canto lirico come baritono all’Arizona State University, il giovane songwriter americano si è trasferito in Italia, approdando dapprima a Milano per perfezionare il suo canto, successivamente in Umbria ed in fine a Napoli, che lo ha accolto diventando la sua città di adozione. Compiendo in sostanza il percorso inverso rispetto a tanti musicisti italiani che sognano l’America, Ben Slavin ha caratterizzato il suo percorso musicale in modo del tutto diverso da tanti suoi colleghi statunitensi, permeando la sua ispirazione con le sue esperienze a Napoli, metropoli dalle grandi contraddizioni ma dal fascino indubbio. Da questo background esperienziale nasce il suo album di debutto “Palepolis”, frutto di una solida esperienza maturata dal vivo, e che segue l’Ep pubblicato con il duo The March. Si tratta di un disco dalle sonorità moderne, nel quale si mescolano raffinate pennellate folk, ed arrangiamenti tesi, il tutto condito da una bella vocalità, da cui traspare la sottile urgenza espressiva che funge da perfetto collante. Durante l’ascolto piace il suo approccio empatico al songwriting, come nel caso della ballata “Beauty & Filth” che apre il disco, o della pianistica “For Free”, tuttavia a spiccare in modo più marcato è la sua capacità di spaziare attraverso sonorità diverse come le suggestioni mediterranee di “Tie & Bound”, il rock di “Unaccessible”, fino a toccare il folk della title track. Il vero vertice del disco arriva però con "Lucia Lies in Purgatory" che spicca per la sua particolare struttura melodica. “Palepolis” è un disco godibilissimo, una sorta di new way della canzone d’autore che andrebbe sviluppata, favorita, e valorizzata, infatti il concept stesso del disco potrebbe rappresentare una via d’uscita dalle paludi della mancanza di ispirazione ed anemia di storie che affliggono il modo di fare musica in questi anni.


Antonio "Rigo" Righetti