Vito Ranucci – KTC Killing The Classics (CNI Music, 2014)

Compositore e sassofonista napoletano, Vito Ranucci è un artista eclettico dalla solida formazione musicale, ben noto non solo per la sua attività di session man e di musicoterapeuta, ma anche per il suo peculiare approccio alla musica, che negli anni lo ha portato ad esplorare territori differenti spaziando dalla progressive con gli Osanna, alle produzioni con Harmonia Mundi e L'Empreinte Digitale, fino a giungere in tempi più recenti allo splendido “Il Giardino Delle Delizie”, selezionato come colonna sonora del film “Le Rose Del Deserto” di Mario Monicelli, e a quel gioiellino che è “Dialects” in cui spiccavano le collaborazioni con il cantautore napoletano Alan Wurzburger e M’Barka Ben Taleb. A due anni di distanza dal suo ultimo lavoro discografico il musicista napoletano torna con “KTC Killing The Classics”, disco che nasce dal desiderio di riscrivere e ricontestualizzare alcuni classici della musica classica spaziando da Bach a Mozart, da Ravel a Satie, il tutto partendo da architetture elettroniche su cui si innestano echi di nu-jazz, world music, e musica etnica. Il risultato è un viaggio visionario nel tempo tra il passato, il presente e il futuro della musica, che parte dal presupposto di superare lo stereotipo della musica classica come qualcosa da proteggere nelle teche di un museo, ma piuttosto come la base di partenza per una ricerca sonica senza confini, con la consapevolezza che essa è memoria ma anche un sentiero da continuare a percorrere. Se il titolo provocatorio lascia intendere che tra i solchi di questo disco troveranno la morte alcuni monumenti della musica classica, l’ascolto rivela un disco pregevole, che ispirandosi al lavoro di Wendy Carlos per la colonna sonora di “Arancia Meccanica”, ci regala viceversa la loro palingenesi musicale, una vera e propria rinascita che affonda le sue radici nel confronto tra le architetture digitali di Ranucci e le trame riconoscibili delle varie composizioni. A colpirci sin da subito è la magnifica “Amadeus” in cui scopriamo la “Sinfonia n.40 KV 550” di Mozart, ma di pari bellezza sono anche “Night To Love” che trae ispirazione dal “Concerto In Sol Alla Rustica RV 151” di Vivaldi o la fascinosa “La Danse” in cui ritroviamo la texture della misteriora “Gnosienne n.1” di Erik Satie. Il disco cattura così man mano l’attenzione dell’ascoltatore, lasciando trasparire chiaramente come Vito Ranucci abbia chiaro il senso di tradizione, avendo lui stesso raccolto la sfida di mantenerla viva attraverso la sua ricerca musicale. Difficile così non lasciarsi avvolgere dalle splendide “Innocence”, che affonda le sue radici in “Pavane pour une infante défunte” di Ravel, “Lobet Den Herrn” in cui troviamo tracce della “Sinfonia n.9 Op.125” di Beethoven, e “La Vita” in cui spicca la citazione dell’aria pucciniana “E Lucevan le Stelle”. A completare il disco sono “Le Ciel D’Hiver” in cui fa capolino un preludio di Chopin, il Bach di “Flößt, Mein Heiland” e i Carmina Burana della conclusiva “Cantio Vernalis”. Insomma “KTC Killing The Classics” è una bella sorpresa che non mancherà di appassionare e coinvolgere quanti vi dedicheranno un ascolto approfondito e la loro attenzione. 


Salvatore Esposito