Numero 143 del 19 Marzo 2014

Se c’è ancora qualcuno che pensa che la poca spesa con cui si produce una testata online che del blog solo ha il format, bene è fuori strada. La visone economicista e, spesso l’impotenza di contenuti impediscono di cogliere lo sforzo collettivo di ricerca di uno standard di qualità nelle proposte, nel valutare cosa recensire e proporre, tra il classico e il nuovo, tra il mainstream e ciò che vi vogliamo suggerire, vi vogliamo far scoprire. Poi ci sono le firme anche di autorevoli collaboratori, che ci danno credibilità e che portano anche ad evitare l’"improbabile italiano" (rubo l’espressione ad un eminente collega musicologo) di certe prese di posizione pubblica. Per di più, chi lavora a Blogfoolk, pensa non che la carta stampata sia finita, ma che questo format, perfettibile sempre, e lo sarà in  futuro (perché di sorprese ne abbiamo!!), possieda potenzialità e dinamicità senz’altro maggiori di chi costruisce riviste che partono già vecchie nella concezione, anche se fruibili su un tablet. Tutto questo in una fase in cui la crisi di lettori non la scopriamo noi, visto che ha piegato le gambe già a ben più potenti, fianziariamente parlando, riviste di settore rock e folk. E poi, il foolk, del nostro nome, lo abbiamo detto più volte, è una possibilità di guardare con occhio un po’ decentrato ed eccentrico, perfino con ua certa follia irridente, se volete, a chi meschinamente insegue graduatorie: nell’overflow dei blog, la differenza tra esercizi narcisistici, onanismo della critica e fogli house organ, la fanno - ribadiamolo - contenuti, firme e credibilità, costruita strada facendo ma che viene da lontano. E per la quale chiediamo rispetto, come lo dobbiamo a chi viene prima di noi, con altra portata, beninteso, e chi porta da anni la bandiera della qualità della critica musicale  a 360° in Italia come altrove. Per esempio, nel campo folk e trad FRoots, rivista senza la quale molti di noi non avrebbero conosciuto artisti e fenomeni musicali, di cui parliamo, attraverso il reportage da Londra di Alessio Surian (un benvenuto ad un'altra grande firma) della serata che celebra i 35 anni del periodico diretto da Ian A Anderson. Sempre della serie la memoria che conta e che si rinnova, accogliamo il contributo dello studioso Paolo Mercurio che da a Milano ci parla de “In Memoria di Maria Carta”, una giornata di studi e di musica dedicata all’immensa voce sarda. Per il resto il menu del numero 143 è come sempre articolato: il viaggio in Italia ci porta ad incontrare Michele Gazich con “Una Storia Di Mare e Di Sangue”, a cui va il Consigliato Blogfoolk!!! e a presentare “Terramadonna” il doppio album di canzoni e racconti dell’autrice palermitana Valeria Cimò. Sul fronte world ascoltiamo la musica dei Dem Ensemble (“Erguvan”). Un pezzo di storia è protagonista di Suoni Jazz, in cui si parla di “Live In Saint Louis February 16 & 23 1957” di Miles Davis Quintet with John Coltrane. Il fervore musicale della Val Badia, vallata ladina nella provincia di Bolzano, è oggetto del bel DVD dell’etnomusicologo Paolo Vinati “M 360°. Cater vari tla val i sonns. Ancora un lavoro sul decano dell’etnomusicologia, Simha Arom, "Le ragioni della musica. Scritture di musicologia africanista", per la curatela di Maurizio Agamennone e Serena Facci, e appena pubblicato da LIM, occupa il nostro spazio letture. Si entra nel fenomeno del cosiddetto desert blues dei Tinariwen grazie al taglio basso di Rigo alle prese con il loro nuovo album “Emmaar”. Non mancate di vistare la nostra pagina fb, da dove arriveranno delle diritte sugli ascolti e le visioni direttamente dal Babel Med Music a Marsiglia.

Ciro De Rosa 
Direttore Responsabile di www.blogfoolk.com


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L'immagine di copertina è un opera di Donatello Pisanello (per gentile concessione)