Milena Magnani, Delle Volte Il Vento, Kurumuny 2012, pp.160, Euro 13,00

Originariamente pubblicato nel 1996 per Vallecchi, “Delle Volte Il Vento” di Milena Magnani è senza dubbio uno dei libri più belli ed intensi dedicati agli sbarchi dei “migranti”, che dopo la caduta dei regimi comunisti nell’Est Europeo, hanno lasciato la loro terra per cercare fortuna in Italia. Ambientato nella prima metà degli anni novanta, il libro racconta la storia di Lume, donna fuggita dall’Albania, dopo la caduta del dittatore comunista Enver Hoxha, e approdata nel Salento. Restia a rinnegare la sua cultura e la sua educazione comunista, Lume incontra Carmela e da quel momento l’intreccio si fa sempre più fitto, facendo emergere il contrasto e allo stesso tempo il dialogo tra due mondi e due culture diverse come quello occidentale e quello dell’Est Europeo. Nel rifiutare il cambiamento Lume si chiude nel suo silenzio e rivolgendo lo sguardo al mare, guarda verso un passato che non c’è più e un presente difficile da accettare. Tutto ciò affascina Carmela, che rivede in Lume tutta la sua stessa ostinazione, quella di chi non rinuncia a cercare qualcosa tra l’orizzonte e il nostro essere qua. Quasi fosse un istant book “Delle Volte Il Vento”, è la fotografia di un momento cruciale per la storia dell’Europa in generale e del Meridione d’Italia in particolare, allorquando il Salento, dopo molto anni in cui era stato ripiegato su se stesso, ritrova la sua vocazione di terra di passaggio e di dialogo, dando vita alla sua rinascita più profonda. A rendere ancor più affascinante il tutto c’è il ritmo narrativo scandito dai brani di pizzica che si intrecciano alla narrazione, e l’uso del dialetto salentino unito ad una lunga serie di ammiccamenti alla tradizione popolare. Segno evidente della volontà dell’autrice di mettere a nudo due culture, senza le barriera del falso buonismo, ma piuttosto ponendole su un piano di parità sostanziale. Per quanti volessero volgere lo sguardo al passato ed in particolare a quei primi e drammatici anni Novanta, questo libro sarà certamente l’occasione più giusta, per coglierne l’importanza non solo storica ma anche e soprattutto sociale. 

Salvatore Esposito