Enzo Avitabile Music Life, diretto da Jonathan Demme (Dazzle Communications/Rai Cinema, 2012)

Anteprima al Napoli Film Festival, 03.10.2012 

Una standing ovation al termine di “Enzo Avitabile Music Life”, anteprima del docu-film diretto da Jonathan Demme e dedicato al compositore partenopeo, ha chiuso l’edizione XIV del Napoli Film Festival. Una serata ufficiale che ha visto il sindaco partenopeo Luigi de Magistris premiare il musicista, che gli è stato accanto in molte occasioni durante la sua campagna elettorale, per la tensione sociale e politica che anima la sua musica, per tutto ciò che musicalmente Avitabile sta facendo per la città, per il rinnovamento stesso della musica napoletana. Fresco della presentazione fuori concorso alla 69ma Mostra d’arte cinematografica di Venezia, il film si inscrive nella serie di documentari filmati dal regista de “Il Silenzio degli Innocenti”, che dopo la pellicola dedicata ad una sopravvissuta all’uragano Katrina, è tornato a riprendere con la sua macchina un musicista, come già fatto con Neil Young e prima ancora con i Talking Heads. Come più volte raccontato da Avitabile, e sottolineato dallo stesso cineasta, l’idea nasce dalla stima manifestata dal regista nei confronti della musica del compositore di Marianella. Il titolo di lavorazione è stato a lungo “Avitabile. Border Crossings”, ma in sala di montaggio è stato cambiato, man mano che il film prendeva forma – ha spiegato a Venezia il regista – andando a cogliere l’intensità di una vita vissuta nella musica. 
Prevista l’uscita in un’unica confezione di DVD del film e colonna sonora su CD. Demme non sceglie la strada del biopic, ma quella performativa, ritraendo un compositore in continuo movimento, in azione, creatore di musica, intento a confrontarsi con musicisti di ogni estrazione: musica come principio vitale per il sassofonista. Così gli squarci familiari e intimi (dove non manca qualche passaggio su una napoletanità tanto verace quanto dai tratti stereotipati nell’immaginario collettivo), eccetto le sequenze che mettono a nudo sentimenti, ricerca di spiritualità, devozione, ricordi, lutti, sono tutti tesi a sottolineare l’aspetto totalizzante della musica. Dalle prime lezioni di musica con un vicino in uno scantinato nella periferia nord di Napoli agli studi al Conservatorio a San Pietro a Majella, dalle sue recenti pubblicazioni sulle scale rare e i ritmi del mondo alle 300 partiture di musica sinfonica in via di pubblicazione, conservate negli scaffali della sua camera da letto. 
Avitabile ascolta Pergolesi in auto e illustra entusiasta uno straordinario software musicale, chiosa sulla storia del jazz dalla sua prospettiva di sassofonista e sottolinea la necessità di tornare al piede del ritmo. Poi trasporta nella periferia partenopea l’“I have a dream” del reverendo Martin Luther King, altro passaggio topico del film, mette al centro le sofferenze dei dannati della terra nella cantata scenica “Exeredati Mundi” ripresa al Real Albergo dei Poveri, visita i luoghi della tradizione orale per l’incontro con Zi’ Giannino Del Sorbo, maestro della fronna e del canto sul tamburo. Musica e ancora musica: la musica sincretica di Avitabile in una session che prende forma nello storico Salone Margherita, dove è convenuto il fior fiore dei musicisti, provenienti dai quattro angoli del pianeta: dal maestro delle launeddas Luigi Lai, al tres di Eliades Ochoa, dall’oud di Naseer Shamma alla chitarra di Gerardo Nunez, dal sitar di Ashraf Sharif Khan Poonchwala alle percussioni di Trilok Gurtu, dal douduk dell’immenso Djivan Gasparyan al canto di Daby Touré. 
Come nel recente disco “Black Tarantella”, quelli ripresi da Demme e dai suoi collaboratori sono dialoghi sonori di grande empatia ed intensità sonora. Commuove soprattutto il dialogo con la voce d’incanto della palestinese Amal Murkus, in “Canta Palestina”, tributo all’attivista Vittorio Arrigoni, ucciso a Gaza dagli jihadisti. Sequenze toccanti che a Napoli hanno strappato l’applauso del pubblico convenuto all’auditorium di Castel Sant’Elmo. Pellicola demmiana nell'intimo, anche se non parleremo di capolavoro, conserva un ritmo costante, e sulle note dei titoli di coda in cui Avitabile condivide la scena con Bruno Canino, si vorrebbe che la jam globale non avesse fine. 


Ciro De Rosa