Brizio Montinaro, Danzare Col Ragno, Argo 2011, pp.136, € 20,00, Libro con CD

Originariamente pubblicato nel 2007 e dopo un periodo in cui era esaurito in libreria è stato recentemente ristampato Danzare col Ragno di Brizio Montinaro, libro nel quale si intreccia un progetto di ricerca di ampio raggio che vede al saggio dedicato al tarantismo affiancarsi un disco contenente la registrazione dal vivo dello spettacolo omonimo interpretato dallo stesso ricercatore salentino con l’Ensamble Terra D’Otranto. Noto sia come attore al fianco di registi come Alberto Lattuada, Luigi Comencini, Theo Anghelopoulos e Pupi Avati sia come ricercatore, Brizio Montinaro è senza dubbio uno dei maggiori studiosi della tradizione musicale salentina e questo suo libro rappresenta senza dubbio uno dei più interessanti ed illuminanti di tutta la sua produzione. Si tratta, infatti, di un lavoro preziosissimo che ci offre un itinerario ragionato attraverso la lettura dei testi storici e la musica che dal XV secolo ad oggi ha segnato il tarantismo. Si tratta di una raccolta di testi vari che mescolano differenti sguardi su questo fenomeno, e si passa così dal medico al prete dal filosofo all’antropologo fino a toccare i viaggiatori e i narratori. Leggendolo si ci confronta così un florilegio di testimonianze poco note fino a quando non sono intervenuti gli studi di Ernesto De Martino ad aprire la strada agli altri antropologi e ricercatori. La particolarità di questo libro è però insita nella sua ideazione infatti è nato dalla volontà di alcuni spettatori che dopo aver assistito allo spettacolo Danzare Col Ragno hanno espresso il desiderio di poter leggere i testi letti da Montinaro nel corso dell’esibizione. E’ nata così l’idea di non realizzare un semplice libretto di sala ma piuttosto un progetto più ampio nel quale si fondessero i testi e un ricco apparato iconografico con la musica, qualcosa insomma di ben diverso dai tanti testi sul tarantismo nati dopo La Terra del Rimorso di De Martino. Montinaro con questo libro ci offre la possibilità di arricchirci non con contenuti rimasticati ma piuttosto con un ritorno alla sostanza vera del fenomeno, scoprendo ad esempio che non era presente solo nel Salento ma in tutta l’area del Mediterraneo, o i perché nel Tacco D’Italia è resistito sino agli anni settanta. Ne emerge una immagine chiare del tarantismo come un elaborato strumento di guarigione che elaborato dalla cultura popolare per risolvere i problemi di natura psichica, che avrebbero turbato la vita quotidiana e quella lavorativa. Partendo dal presupposto che la persona tarantata si riteneva fosse stata morsa da un ragno la si riusciva a ricondurre alla normalità con la danza e se il malato era depresso o melanconico, il ritmo riusciva a distoglierlo. Montinaro è riuscito dunque a mettere in evidenza un dato importante, ovvero quello della medicina popolare basata sul potere della danza e del ritmo. Il merito principale di quest’opera è, dunque, quello di essere riuscito a coniugare il rigore della ricerca con il piacere di leggere una scrittura fluida ed accattivante che ci introduce a tradizioni potenti ed affascinanti di un rito liberatorio, di una terapia, ma soprattutto di un lato oscuro di ognuno di noi. A completare il tutto c’è ovviamente il disco nel quale si può rivivere anche se solo dal punto di vista sonoro lo spettacolo teatrale nel corso del quale l’Ensamble Terra D’Otranto guidato da Doriano Longo (viella e violino) e composto da alcuni dei migliori talenti della scena musicale salentina come Roberto Chiga (percussioni), Emanuele Licci (voce e chitarre), Pierluigi Ostuni (tiorba), Luca Tarantino (chitarra spagnola, chitarra battente) e la bravissima Anna Cinzia Villani (voce e tamburello) ci consentono di immergerci realmente nel cuore del tarantismo, scoprendone i tratti rituali più misteriosi grazie al recupero di antiche partiture che tornano alla luce essere stati conservati dalla polvere per secoli. 


Salvatore Esposito